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Commenti sulla serie B 2006/2007
 

IL CAMPIONATO DELLA TRIESTINA STAGIONE 2010/2011

Commento sul 2010 e sulla prima parte di stagione della squadra alabardata

a cura di Emanuele

Per noi tifosi dell’Unione questo 2010 potrebbe essere rappresentato tramite qualche disaster movie tipo Independence Day o The Day After Tomorrow: distruzione, macerie e sofferenza con l’aggravante che non sembra nemmeno esserci uno spicciolo di lieto fine.

Di disastro stiamo parlando, a prescindere da come andrà a finire a giugno 2011

La natura del tifoso triestino non è sicuramente nota per l’inesauribile ottimismo e non voglio apparire il tipico gufo da stadio ma, onestamente, sono troppo poche le cose che si possono salvare in un anno del genere

Di fatto, se non succede un miracolo, a giugno prossimo saremo esattamente al punto di partenza (leggasi Lega Pro), con dodici mesi di ritardo e con una stagione che avrà addirittura aggravato la situazione generale, sia nella fiducia dei tifosi, sia nei rapporti tra città e società

L’anno solare è stato una continua discesa. Pensavamo di aver toccato il fondo nella partita contro il Padova, pensavamo di poter ripartire con un ripescaggio meritato solo per una gestione amministrativa oculata, pensavamo che gli errori dello scorso anno fossero serviti a qualcosa, pensavamo che, tutto sommato, dal fondo si potesse solo risalire.

Ed invece chiudiamo il 2010 all’ultimo posto in classifica. Non segniamo da mesi, prendiamo almeno un paio di gol a partita e sembra che non ci siano soluzioni di sorta che ci consentano di evitare l’inevitabile.

Il contesto generale è di grandissima confusione. Gerarchie di squadra che non esistono, gruppo che per infortuni o scelte tecniche non riesce a trovare una continuità, sensazione che avremmo bisogno di un allenatore straordinario ed invece ci troviamo ad avere un onesto e discreto allenatore che dimostra di non riuscire a far fruttare al massimo la squadra, nonostante gli evidentissimi limiti

Ed il contesto è reso addirittura peggiore dalla solita Società che si offende se la critichi, che dice che non ci sono soldi, che per questo chiude la gradinata ma che si permette il lusso di tenere in ghiaccio un monte ingaggi di 300 mila euro dei fuori rosa.

Per la prima volta nella storia, anche il Centro di Coordinamento (notoriamente moderato e pragmatico anche nelle situazioni peggiori) ha ritenuto che il vaso era traboccato e che fosse necessaria una manifestazione di palese dissenso nei confronti della Società.

E Tonellotto tiene un “one man show” di due ore, ascoltato e discusso come se fosse lui una vera speranza per questa Triestina.
In un altro momento sarebbe stato insultato fuori dagli studi TV, oggi quasi porta con sé qualche speranzoso interrogativo. Per fortuna, Trieste dovrebbe aver già creato gli anticorpi necessari a tenerlo lontano da queste latitudini .

A livello tecnico, la squadra ha un centrocampo non adeguato, una serie inaccettabile di equivoci in attacco ed una difesa che non riesce a reggere l’urto.
A livello generale, ho già evidenziato l’anomala presenza di un numero troppo elevato di ragazzini. La cosa triste è che non sono loro ad andare malissimo, non può essere causa loro se siamo ultimi in classifica.

Viotti, Longhi, Filkor, Gherardi, D’Ambrosio, D’Aiello, Brosco non possono essere i primi responsabili di quanto sta accadendo.
Quando imposti una politica di lancio dei giovani devi avere un’unica certezza: i giocatori esperti. Testini, Godeas, Antonelli, Della Rocca, Toledo, Malagò avrebbero dovuto semplicemente fare quello che hanno già dimostrato di saper fare. L’incognita giovani deve ruotare attorno a queste certezze. Ma purtroppo in questa Unione, in cui tutto va al contrario, anche le patetiche performance di quelli che dovrebbero tenere in piedi la baracca, rientrano nel più normale degli scenari possibili.

Per quanto riguarda i giovani, se non fossimo di fronte ad una situazione di tale disperazione, in cui contro il Torino sei costretto a schierare Lionetti che aveva giocato solo qualche amichevole, dovremmo tutti ammettere che la Società, quantomeno, non ha sbagliato le scelte.
Dovremmo ammettere che è un buon investimento per il futuro averli acquistati quasi tutti. Invece, siamo costretti a prendercela con Matute perché è lui, e non un Lunardini o un Allegretti o un Gorgone o un Princivalli, a doversi prendere le responsabilità di gestire la squadra
Ci lamentiamo che Gherardi non fa un cross che sia uno senza ricordarci che Testini, Antonelli e Toledo ne sparano a manciate in curva
In una squadra normale, in una situazione normale, nessuno pretenderebbe i miracoli da chi i miracoli non è ancora in grado di farli

Purtroppo, questa non è una situazione normale, da troppo tempo, e Matute e Gherardi (22 anni) che sbagliano partita, vengono valutati come se fossero Godeas o Malagò (67 anni in due) che fanno pure peggio.
La disperazione, purtroppo, ci porta a ritenere e pretendere che i giovani debbano dare quanto gli esperti. Oltre a questo, secondo me va aggiunta un’ulteriore aggravante: questa squadra si è formata troppo tardi.
Non si è trattato di inserire qualche giocatore in un meccanismo ben oliato ma di gestire una squadra quasi tutta nuova, con un allenatore nuovo, staff nuovo e direttore sportivo nuovo.

Sembra assurdo dirlo ora ma sono convinto che alcuni giocatori non siano così male come sembrano.

Portieri:

- Roberto Colombo: è stata una buona scoperta, dopo anni di suo oblio. Sicuro e preciso. Colpevole in qualche episodio ma complessivamente positivo e determinante;
- Sergio Viotti: eravamo tutti preoccupati al suo esordio. Invece anche lui va inserito nella lista dei giovani che la Società ha azzeccato. Ha ovviamente qualche incertezza ma è reattivo, coraggioso ed è stato autore anche di qualche miracolo

Difensori:

-Riccardo Brosco: ha 19 anni, viene trattato come se ne avesse 30. Deve migliorare tantissimo ma ha delle buone potenzialità. E’ anche leggerino fisicamente e talvolta tende ad essere più tranquillo di quello che dovrebbe. In una squadra del genere non può far altro che bruciarsi. Viene convocato regolarmente nelle Nazionali Giovanili. Temo che a Coverciano ne capiscano di più che a Trieste;
- Rocco D'Aiello: ha le movenze di Cannavaro. Ha elevazione, scatto e quella cattiveria che talvolta sfocia in fallosità. Mi piace: ha il tempismo giusto anche per compensare i centimetri che gli mancano. Una buona sorpresa.
- Dario D'Ambrosio: ha 22 anni. Si sta perdendo. Ha iniziato benissimo ed era stato una delle rivelazioni del primo scorcio di campionato. Ha corsa e forza. All’inizio recapitava pure tanti cross, adesso è confuso, smarrito, non aiutato da nessuno di quelli che giocano dalla sua parte (Antonelli e Toledo). Spero riesca a far valere il suo atletismo, soprattutto in fase offensiva e spero che non venga sempre abbandonato da pigri centrocampisti di fascia
- Alessandro Longhi: lui di anni ne ha 21. Anche lui è un giocatore che in un contesto normale potrebbe essere decisivo. Anche lui, in questo contesto, riesce semplicemente a stare a galla. Un terzino sinistro da valorizzare. Ha piedi, corsa e, prima che il marasma lo coinvolgesse, era in grado anche di crossare pericolosamente. Per un terzino sinistro così giovane dovrebbe bastare;
- Marco Malagò: doveva essere uno dei pilastri della squadra; sta probabilmente deludendo come tutti i giocatori esperti su cui dovevano appoggiarsi i giovani. Bene da terzino sinistro in un momento in cui la squadra andava. Non sta dando quel qualcosa in più per aiutare gli altri, ora che la barca sta affondando;
- Rocco Sabato: è un po’ una mia rivincita. Per tutto lo scorso anno lo avevo difeso ritenendolo meno scarso di quello che sembrava. All’inizio di quest’anno mi ero arreso di fronte all’evidenza, messo a giocare da terzino sinistro; lo scorso anno, in qualche modo avevo ragione: non era così scarso, non era così inutile, non era così insopportabile. Era, semplicemente e banalmente, fuori ruolo - Giuseppe Scurto: è clamoroso come pure lui venisse criticato. Io francamente non ne capisco il motivo. Ha classe, elevazione, tempismo ed è uno dei pochi difensori che riesce a sapere cosa sia necessario fare con un pallone tra i piedi quando si deve impostare. Onestamente mi danno fastidio i fischi nei suoi confronti ma, come già detto, non siamo a Coverciano ma a Trieste. L’infortunio lo ha tolto dalla battaglia. Con Malagò avrebbe dovuto costituire la coppia centrale titolare. Peccato

Centrocampisti:

- Filippo Antonelli: minestra riscaldata. Era partito bene pure lui, poi ha pagato la mancanza di preparazione estiva e non ha dimostrato di essere in grado di fare da chioccia. Nemmeno lui è giocatore in grado di trascinare gli altri;
- Davide Bariti: è fortissimo! Mi aspetto che sia venduto, grazie alla classica capacità di riconoscere i talenti a cui questa società ci ha abituato. Ha 19 anni e diventerà giocatore importante, molto probabilmente da qualche altra parte e non ci chiederemo come mai! Se vendono lui significa che non c’è nessuna speranza per il futuro di noi tifosi.
- Alberto Gerbo: ha 21 anni. Secondo me ha movenze da gran giocatore. Anche per lui vale il discorso generale. In un contesto diverso riuscirebbe a fare bella figura. Quando sei costretto ad esordire da titolare contro il Torino, non giochi neppure male, ma vieni fischiato per errori normali per un 30enne, allora devi avere tanta personalità per riuscire a non perderti. Non mollare!
- Alessandro Gherardi: ha 22 anni. Ricorda Messi nelle movenze. Di Messi gli mancano un bel po’ di doti. In ogni caso è veloce, rapido, ha buon dribbling e discreto tiro. Non male neppure lui;
- Riccardo Gissi: mi piace il suo cuore, la sua grinta ed il fatto che lui, e pochi altri, diano la sensazione, ad ogni partita, di aver dato tutto, ma proprio tutto, quello che hanno in corpo; con un centrocampo diverso, servirebbe per compiti ben precisi, avrebbe meno spazio e verrebbe utilizzato in particolari condizioni di risultato. Molte volte denigrato, sta dimostrando un attaccamento alla maglia che Godeas non sa neanche cosa voglia dire. Lotta, corre, si incazza e sembra uno dei pochi a ritenere insopportabile una sconfitta;
- Francesco Lunardini: chi è? Ma com’è possibile che solo da noi i guai muscolari durino così tanto? Spero non sia un infortunio diplomatico
- Kelvin Matute: 22 anni. Di lui ho già scritto in un articolo a parte. Non così scarso come sembra. Ha grande corsa, buona posizione ed è capace di intercettare decine di palloni a partita. Se poi ad uno con le sue caratteristiche viene dato in mano il centrocampo, non possiamo che aspettarci delle brutte figure;
- Emiliano Testini: penso sia arrivato il momento che se ne vada. Sembra demotivato, sembra tranquillo. Da lui ci si aspetta di più. Per giocatori come lui non va trovata alcuna giustificazione.
- Machado Toledo: le recenti vicende familiari sembrano averlo condizionato. Era partito bene, pure lui. Poi come d’incanto sembra aver perso anche la dote principale: la corsa. Mistero!

Attaccanti:

- Denis Godeas: non perdonerò mai Fantinel per aver acquistato Godeas, contro il volere di molti. Dallo scorso anno, il suo stipendio, il suo immobilismo atletico ed il suo finto attaccamento ai colori hanno rappresentato l’inizio della fine;
- Luigi Della Rocca: non perdonerò mai Fantinel per aver acquistato Godeas. Non è un errore di copia e incolla. Due anni fa avevamo un 24enne emergente, reduce da un campionato con una dozzina di gol. Dopo l’acquisto di Godeas ed una stagione e mezza passate in panca, abbiamo un 26enne che non sa più nemmeno cosa sia una porta. Oggi è indifendibile. Domani, quando sarà lontano da Trieste, ci meraviglieremo quando farà 15-20 gol a stagione. Purtroppo, frutto di scelte sbagliate di una società sbagliata;
- Massimiliano Lionetti: 19 anni. Non giudicabile. Ha toccato tre palloni in una partita e mezzo. E’ nelle squadra peggiore per essere uno con le sue caratteristiche. Dicono sia uomo di area di rigore. Sono tre mesi e mezzo che non arriva una palla in area di rigore. Inutile, suo malgrado!
- Ettore Marchi: non correre!!!!! Come ho già detto all’inizio del campionato, Ettore è un giocatore a cui non si può rimproverare nulla. Lotta e non si ferma mai. Il mio consiglio è di lottare di meno e fermarsi un po’ di più vicino all’area avversaria. Il suo mestiere deve essere quello. Mi sa che sarà allenatissimo per la Bavisela di maggio. Avremmo bisogno di gol, non di corsa. Fermati, per favore!
- Lucas Longoni: è un altro di quei giocatori che verrà rimpianto. Dategli una squadra ordinata, dategli una squadra offensiva e veloce e vedrete che avrà titoli sui giornali.

Detto questo, rimango convinto che la Società non abbia sbagliato ad acquistare tanti giovani e non abbia nemmeno sbagliato i giovani da acquistare.
Penso, però, che in Serie B non puoi schierare 7-8 titolari sotto i 23 anni, con l’aggravante che i 3-4 esperti giocano pure peggio, e sperare di non perdere.

In una situazione di maggior serenità io caccerei a calci nel sedere Godeas, Testini, Antonelli e tutti quelli che non stanno dimostrando di meritare lo stipendio e li rimpiazzerei con tre esperti di maggior valore, continuando a puntare su questi giovani che hanno bisogno di avere qualcuno da cui imparare velocemente, qualcuno che abbia voglia di difendere veramente i nostri colori.

Purtroppo, invece, il calciomercato ci porterà qualche altro vecchio marpione sul viale del tramonto, con contratto di 6 mesi e nessun timore di fallire
Probabilmente al 3 gennaio saremo vicini a Messi e non lo prenderemo, il 10 gennaio a Granoche e non lo prenderemo, il 25 gennaio saremo vicini a Margheritoni ed alla mitica accoppiata Sella e Cavallo che fecero la fortuna dell’indimenticabile Longobarda. Questi ultimi tre li prenderemo.
Probabilmente verranno sacrificati alcuni dei promettenti giovani che abbiamo acquistato e che da un’altra parte dimostreranno il loro valore.
Probabilmente Della Rocca, via da Trieste, inizierà segnare e noi ci stupiremo di ciò, esattamente come abbiamo fatto con Ruopolo, Piovaccari e Ardemagni.

Molto probabilmente finiremo in Lega Pro…

Come sempre dico, però, Trieste ha assolutamente il presidente che si merita: friulano, parsimonioso e pure antipatico.
Solo a Trieste possiamo pensare che un friulano parsimonioso ed antipatico venga da noi a regalarci milioni di euro perché siamo belli e simpatici.
Solo a Trieste l’ultimo presidente triestino che abbiamo avuto è stato Del Sabato che ha passato la mano a personaggi non triestini quasi 15 anni fa.
Solo a Trieste non abbiamo la forza di arrabbiarci con aziende ed imprenditori triestini che avrebbero tutti i numeri per portare in alto i nostri colori.
Solo a Trieste un Tonellotto viene ascoltato con curiosità ed un filo di speranza.
Solo a Trieste non ci rendiamo conto che, purtroppo, tutto sommato, dobbiamo baciare le chiappe al friulano antipatico perché senza di lui non esisterebbe la B, ma nemmeno la C…
Il Siena ha un budget di qualche decina di milioni, data da una Società di Siena, la Montepaschi.
Il Bologna è stata salvato da una cordata che ha coinvolto personaggi locali e ce n’era un’altra che ha già la presidenza della pallacanestro.
E noi, purtroppo, non abbiamo nessuno, che non sia un friulano antipatico e parsimonioso, con cui arrabbiarci.
Più giusto di così…

Forza Unione  

Emanuele

 

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