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Commenti sulla serie B 2006/2007
 

 IL CAMPIONATO DELLA TRIESTINA STAGIONE 2008/2009

Commento sulla rosa ed obiettivi stagionali della squadra alabardata 

a cura di Emanuele

Devo premettere che sto scrivendo con ancora addosso le sensazioni della difficilissima vittoria contro il Mantova e con la pagina 210 (sottopagina 1 e non 2, alla quale siamo abituati) del Televideo ben impressa nella mente.Ogni mia considerazione potrebbe venir “disturbata” da questi due fatti, ma proverò a riprendere lucidità, evitando di fare come uno dei miei vicini di seggiolino che da ieri non sta facendo altro che dirmi “mi, divento mato!” usando ogni possibile strumento comunicativo, SMS compresi. Proviamo quindi a far ordine

Lo scorso campionato si era concluso con una squadra fischiata per essere stata capace di salvarsi con quattro-cinque giornate di anticipo e non aver dato stress e pathos nell’ultimo mese di gare (assurdità di chi è abituato a soffrire fino all’ultimo).
Avevamo fatto considerazioni complessive ma anche una piccola analisi sui giocatori. Avevamo detto che il mercato estivo avrebbe comportato molte difficoltà legate soprattutto alla gestione dei prestiti in scadenza e che esisteva lo spauracchio della vendita di Granoche. Quello che possiamo dire oggi è che le cose sono andate in modo più che soddisfacente. Possiamo dire che tutti gli obiettivi di mercato sono stati ottenuti.

Sono stati trattenuti i giocatori che si volevano trattenere; sono stati riscattati quelli che hanno meritato; sono stati ceduti quelli che avevano meno impressionato ed, in qualche modo, è stato congelato il Diavolo che, seppur ormai proprietà altrui, dovrebbe indossare ancora per quest’anno la casaccona alabardata (gufando incredibilmente in una retrocessione del Chievo che potrebbe riaprire i giochi). L’ho detto in varie occasioni: secondo me la squadra costruita per la stagione in corso è la migliore dal 2003, quella ormai celebre del “salutate la capolista”. Con una differenza importante: quella di allora era una squadra tutto talento e velocità che per quattro mesi ha regalato magie e poi si è spenta un po’ per gli effetti di una moggiopoli ancora galoppante ed un po’ perché, di fatto, era una squadra senza una solida identità.

Quest’anno invece, come dice Maran, c’è un anno di lavoro alle spalle, c’è un’intelaiatura portante che già conosce l’ambiente e l’allenatore.
La nota stonata di questo avvio è un clima negativo che è stato creato attorno alla Triestina.

E’ evidente che c’è qualcuno che non ama la Società, per come è composta. E’ evidente che ci sono ancora Triestini che non riescono ad uscire dal più basso dei campanilismi. E’ altrettanto evidente che non è colpa di Fantinel se è stato l’unico ad aver pensato alla Triestina quando questa stava fallendo, proprio nel momento in cui molti di quei Triestini che avrebbero potuto fare qualcosa avevano la batteria del cellulare sempre scarica e non erano raggiungibili. Altrimenti lo sappiamo tutti che se non fosse stato per le batterie scariche la Triestina sarebbe sicuramente stata acquistata da una delle tante realtà imprenditoriali che ne hanno la possibilità.

Io penso che Trieste (non i Triestini) abbia un Presidente addirittura migliore di quello che merita! Se a questo aggiungiamo che c’è qualcuno che fa di tutto per non far amare questa squadra e che, purtroppo, non tutti hanno la capacità di filtrare le informazioni che gli arrivano e guardare un po’ oltre la notizia, ecco che allora il cerchio è chiuso. Era, ad esempio, evidente che quel fenomeno da circo di Marchini non volesse rimanere a Trieste. Era altrettanto evidente che la Triestina non stava facendo le battaglie per tenerlo qua.

Invece i tifosi stanno facendo pagare alla Società la cessione di quel fuoriclasse “dalle spalle in giù”, avendo preso per buona la dichiarazione diplomatica di Fantinel o chi per lui che sosteneva che Marchini sarebbe stato un punto fermo dell’Unione, sperando così di metterlo in evidenza alle altre squadre, con la preghiera che qualcuno se lo prendesse. Quando Moratti dice che non prenderà Quaresma, ovviamente nessuno ci crede; quando Fantinel dice che non vende Marchini, tutti gli credono… Noblesse oblige… .
Purtroppo il vero passo falso della Triestina è stata una strana gestione della campagna abbonamenti. I prezzi sono alti, le formule adottate sono troppo complicate per Trieste e per i Triestini (penso che nessuno abbia capito che facendo un libretto a risparmio di 5 € presso la banca convenzionata avrebbe ricevuto un abbonamento omaggio di 40 €).

In generale penso che la Triestina stia oggettivamente fallendo la gestione dei rapporti con Trieste, non quella di chi ha soldi e potrebbe aiutare ma quella del tifoso medio. Normalmente nelle altre città ci sono almeno un paio di fonti di informazione. Normalmente se una di queste è ostile, l’altra è amica. A Trieste non funziona così. A Trieste c’è il monopolio dell’informazione (almeno quella cartacea). E sappiamo quanto il monopolio crei danni in ogni settore. Nonostante questo, però, la Triestina non è stata capace di “vendere” quanto di buono ha fatto, sfruttando magari altri canali comunicativi o semplicemente utilizzando una diversa strategia. Della serie: “cosa fatta capo ha”, cerchiamo di andare oltre a quello che ormai è passato e non si può cambiare.

La squadra: andiamo per reparti anche se per ogni reparto è evidente la strategia complessiva, ossia quella di costituire un mix di gioventù ed esperienza, di freschezza e maturità.

Portieri: Agazzi… Agazzi…. Agazzi!!! Che dire? L’esordio con il Bari aveva riportato il pensiero ai brividi Pinzaniani e le farfallette Campagnolesi ed invece… invece il giovanotto ci sa fare, eccome! Grazie alla cessione di Gege Rossi, il clima sembra ideale. Dopo Agazzi infatti c’è quel “’ndemo Dei” che ormai conosciamo. Intelligente come pochi, sa che il suo posto è quello di chioccia, pronto a subentrare al giovane qualora abbia qualche momento difficile, da affrontare in panchina.

Difensori: anche qua un mix di giovani di belle speranze e vecchi marpioni. Per chi sostenesse che erano troppi i soldi spesi per Cottafava, non c’è miglior risposta che quella del campo. Punto. La pattuglia dei centrali è fin troppo ampia, con un Lima che avanza (ormai ceduto al Piacenza ma poi rimasto qua per questione di minuti). L’unico punto veramente da verificare è la fascia sinistra. Rullo ancora non ha del tutto ingranato. Discretamente in fase difensiva, pochino in fase offensiva e nell’atteggiamento complessivo. Anche contro il Mantova ha sbandato parecchio specialmente nel primo tempo. Lui è uno che viene dalla A e da lui ci si deve attendere di più. E da quella parte sembra non ci siano ricambi. Nota lieta, anzi lietissima è Cacciatore. Fisicamente una bestia, veloce e tecnico al punto giusto, nonostante l’età. Più che una scommessa, sembra una sicurezza. Tutti volevano Minelli ed ecco che Minelli è arrivato. Stranamente non apprezzato da tutti ma, per l’amor del cielo, non paragoniamolo a Kiryazis o Lima: è offensivo! Anche Petras accanto a Cottafava o Minelli sembra un buon giocatore, molto meglio dello scorso anno quando aveva Lima accanto. E Milani, anche se reduce da un annata così così, pronto a subentrare.

Centrocampisti
: anche in questo caso ci sono alcune conferme, anche inattese, ed alcune novità. Il nucleo centrale portante (Allegretti-Gorgone-Princi-Piangerelli) è stato confermato, sono stati confermati anche gli esterni (Testini, clamorosamente immarcabile, e Tabbiani) con la sorpresa Antonelli (che sarebbe stato fuori rosa se il Marchini fosse rimasto a Trieste) e con la rivelazione Cia (grandissimo gol col Mantova) di cui si dice un gran bene. Sicuramente esiste un giocatore apparentemente insostituibile che è poi quello che mette la fascia con la scritta Bubba. Gli altri probabilmente possono alternarsi senza particolari difficoltà.

Attaccanti: aspettando El Diablo ci sono il confermato Della Rocca, forte, fortissimo ma più seconda punta che bomber; è tornato a casa Eliakwu che ha caratteristiche diverse da tutti gli altri e può rappresentare un’arma in più, una soluzione completamente diversa da tutte le altre. In più sono stati acquistati Figoli (forse più trequartista che punta) e Ardemagni. Figoli merita qualche parolina in più. Vederlo scaldarsi e poi entrare contro il Sorrento ha lasciato quantomeno perplessi. Lento, incasinato, confusionario… da mani nei capelli! Poi, pian pianino, ha iniziato a prendere le misure. Non è veloce ma è abbastanza rapido, ha un buon controllo di palla anche se gli manca il senso del gol. Sembra più uno che gioca in appoggio alle punte che una vera punta. Però lotta come un leone ed esce sempre con la lingua che tocca le scarpe. E questo basta e avanza per il tifoso non troppo commissario tecnico e dovrebbe bastare anche per gli altri. Secondo me ha le caratteristiche ideali per esaltare Granoche ed esaltarsi con lui. Anche per Ardemagni vorrei spendere due parole. Difende il pallone e fa salire la squadra come nessun altro in squadra. Della Rocca gli si avvicina, Granoche no. Però è troppo impreciso, forse non sereno. Sa che questa è la sua occasione di emergere dalle sabbie mobili in cui era finito e forse la sta prendendo con troppa frenesia. Nell’ultimo anno della Primavera del Milan aveva fatto 37 gol, circa venti volte in più di quelli che ha fatto nei successivi quattro anni messi insieme. Sicuramente ha avuto uno spazio che forse con il rientro di Granoche non avrà più. Speriamo che sappia sfruttare le altre occasioni che avrà, dando una mano importante.

Al di là dei singoli, complessivamente la squadra sta facendo vedere una dote fondamentale: è tosta, tostissima. Nelle partite fin qua giocate anche quando è andata in difficoltà non ha mai dato la sensazione di essere allo sbando, di perdere la testa. Immaginare di non concedere occasioni all’avversario è pura utopia ma vedere che anche le situazioni di maggior pericolo vengono affrontate con la consapevolezza di essere una squadra solida, dà sicuramente fiducia. E’ troppo presto per capire quali potranno essere i traguardi della stagione appena iniziata. Tutto dipendente da troppi fattori. Per il momento la condizione atletica sembra al massimo, non ci sono infortuni imprevisti, non ci sono squalifiche pesanti, il golletto arriva sempre, in un modo o nell’altro. La Serie B con le sue infinite partite è sempre troppo lunga per essere certi che fra otto mesi saremo sempre là dove siamo adesso.

Quello che apparentemente dovrebbe tranquillizzare è la sensazione di vedere un gruppo di giocatori che lotta, si aiuta e non molla mai. Per la Serie B questo elemento potrebbe essere determinante, anche più di un tasso tecnico elevatissimo. Lo scorso anno ho scritto più volte che non riuscivo a capire il valore di una squadra che vinceva quattro partite consecutive e poi ne perdeva tre nelle successive cinque. Quest’anno sembra che la solidità di squadra sia superiore e che ci sia maggior consapevolezza nelle proprie capacità. Io spero due cose.

Spero che la squadra non smetta mai di dare l’impressione di giocare fino all’ultima forza e spero che la gente inizi a capire che, anche se abbiamo una Società friulana e un DS napoletano, questi giocatori stanno onorando la maglietta che indossano, proprio nell’anno del 90° anniversario dalla fondazione. La conseguenza inevitabile dovrebbe essere che la gente metta da parte stupide e inutili questioni di principio e venga allo stadio anche se questo significherà pagare molto di più i biglietti che quegli abbonamenti tanto contestati.
Per il momento accontentiamoci di tutte queste cose e rammarichiamoci anche che, dopo cinque lunghissimi anni, senza questo fastidiosissimo Sassuolo, avremmo potuto mandare a Pisa i soliti 20 ultras che avrebbero potuto cantare, ancora una volta, una frase che ci aveva emozionato: “Salutate la capolista!”. Oggi, ci è mancato veramente poco.
A marzo, aprile, vedremo cosa sarà stata capace di fare questa squadra che oggi sembra veramente forte!

Continuate così!!
Forza Unione,

Emanuele

 

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